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Il detersivo con lo stalking

Andrea Garbin avatar Martedì 10 Agosto 2010, 07:19 in famiglie e consumi di Andrea Garbin

Omo non ha avuto eccessiva fortuna da noi, Riccardo Billi e Mario Riva  pubblicizzavano il prodotto con molta sobrietà, mentre sembra che in Brasile vada per la maggiore, ma si sa che l'iniziativa è l'anima del commercio e così non si sono fermati alla sobrietà.

OmoCosì se da noi una volta c'era Ferrari, l'uomo nel fustino, che assediava le signore con la sua offerta di una nota multinazionale, ora in Brasile si ritrovano un detersivo che contiene un chip gps capace di essere presto rintracciato da squadre di intervistatori pronti a consegnare una videocamera in regalo, purchè il consumatore si faccia immortalare e acconsenta la pubblicazione sul sito dedicato.

Già si parla di stalking commerciale e di violazione della privacy, è anche evidente che questa iniziativa si presta a una serie di gag per gli equivoci che potrebbe creare: anziani che si rifiutano di aprire la porta, coppie di amanti stanate a fare bucato insieme, chip che si infilano in pantaloni che vengono localizzati in casa dell'amante.

A prescindere da questo tipo di pubblicazioni da cronaca vera, quello che viene messo a rischio è davvero il concetto di privacy, non so ad esempio se vi è capitato di essere fermati in un supermercato perchè suona il sistema di allarme derivante dal fatto che indossate un capo che non è stato "detaccheggiato" da un precedente negozio.

Mi è capitato è non è stato proprio simpatico.

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